Shopping on friday

Oggi giorno libero. Anziché dedicarmi a progetti vari ho fatto un giro da Zara, che devo dirlo, nei saldi mi regala sempre grandi soddisfazioni.
Ho visto un sacco di cos’e carine tra cui argenti, perline, righe, pizzi che permettono anche il ‘riciclo’ di un sacco di capi estivi in versione autunnale. Molte giacche, pantaloni spettri e le dimensioni anni ’80 che già erano di moda l’anno scorso. Ma alla fine sono stata attratta dall’angoli delle occasioni dove si trovavano cose ancora in saldo. 2 gonne di cui una, quella con le frange che già avevo adocchiato in stagione. Totale spesa 16,00 euro. Devo dire che io poi ho un debole per le mini anche d’inverno con collant neri.. E ho l’armadio ormai pieno di mini Zara. Bene da oggi 2 in più.. L’avevo detto che nei saldi a volte si fanno proprio affari!

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I piccioni colorati a Venezia

Piccione colorato alla Biennale di Venezia

Non andrò a Venezia lo so, anche se c’è la Biennale e per alcuni il cinema, ma quella è un’altra storia non ci andrò.

Il mio bene amato dice che chi va a Venezia prima di sposarsi poi non lo farà più e io mi attengo alla regola.

Quello che però più invidio a chi ci andrà non sono di sicuro i padiglioni e le esposizioni interessanti sì, ma spesso bistrattati e quasi snobbati dalla critica “potente” invidio lo spettacolo dei piccioni colorati in Piazza San Marco che già popolano riviste cult come Next e fanno parlare dell’evento tanto, tanto, tanto.

I due artisti Julian Charrière, svizzero-berlinese e Julius von Bismark, celebre fotografo hanno infatti colorato alcuni piccioni di Piazza San Marco con spray a detta loro del tutto innocuo con colori: azzurro, fucsia e giallo.

A me l’iniziativa è piaciuta tantissima e sebbene molti animalisti e non solo evidenziano giustamente come atti simili traccino un confine labile con l’etica e le possibilità dell’uomo sulla natura, io non sono d’accordo.

Primo perchè come fanno notare molti antropologi, tra cui Augè solo per esempio, l’arte è sempre intervento radicale dell’uomo sulla realtà sulla natura, su sè stesso, direttamente o indirettamente.

E’ vero che i piccioni non ne possono niente e devono subire passivamente, ma tra tutto cio’ che gli animali e il mondo e le persone subiscono credo che le penne colorate non siano una cosa estremamente grave, specie se ci ricorda che persino un banale e bistrattato piccione, può diventare opera d’arte.

Vicenza Oro il vintage strizza l’occhio al presente

Innovazione, creazione e nuove strade da tempo non vengono intraprese dagli artisti italiani se non qualche rara eccezione. Spiegazione tradizionale, ormai condivisa: la crisi, il cambiamento dei costumi, ecc..

Ma se spesso il presente strizza l’occhio al passato è il vintage che mi sembra averla fatta da padrona  negli ultimi anni, con buona pace  di tutti i teschi e delle presunte “innovazioni”.

A Vicenza Oro ho visto molti stand e molte persone, ma essenzialmente una standardizzazione del prodotto, che d’altra parte difficilmente regge i tempi. I gioielli più venduti sono quelli classici, tradizionali, come il braccialetto di brillantini, il solitario, quelli per cui Madame Dariaux nella sua “Bibbia” definiva “l’unico gioiello che spesso una donna possedeva in tutta la vita”.

Ma se i tempi sono difficili i colori, le forme i materiali più particolari reggono. Qualche esempio: bracciali e orecchini in ebano (sì ebano, il legno nero dei capelli di Biancaneve, come fece Tiffany per primo) con file d’oro. Pietre dure che le signore bene “si cambiano con il colore dell’abito” non è mia questa frase ma un rumor della fiera 🙂

Gioielli piatti con fiocchi linee piatte ma brillanti anni ‘4o.

E poi molte contaminazioni con materiali nuovi persino ossa e cemento, ispirazione young design come già da tempo si vede sul sito http://www.notjustalabel.com