Vicenza Oro il vintage strizza l’occhio al presente

Innovazione, creazione e nuove strade da tempo non vengono intraprese dagli artisti italiani se non qualche rara eccezione. Spiegazione tradizionale, ormai condivisa: la crisi, il cambiamento dei costumi, ecc..

Ma se spesso il presente strizza l’occhio al passato è il vintage che mi sembra averla fatta da padrona  negli ultimi anni, con buona pace  di tutti i teschi e delle presunte “innovazioni”.

A Vicenza Oro ho visto molti stand e molte persone, ma essenzialmente una standardizzazione del prodotto, che d’altra parte difficilmente regge i tempi. I gioielli più venduti sono quelli classici, tradizionali, come il braccialetto di brillantini, il solitario, quelli per cui Madame Dariaux nella sua “Bibbia” definiva “l’unico gioiello che spesso una donna possedeva in tutta la vita”.

Ma se i tempi sono difficili i colori, le forme i materiali più particolari reggono. Qualche esempio: bracciali e orecchini in ebano (sì ebano, il legno nero dei capelli di Biancaneve, come fece Tiffany per primo) con file d’oro. Pietre dure che le signore bene “si cambiano con il colore dell’abito” non è mia questa frase ma un rumor della fiera 🙂

Gioielli piatti con fiocchi linee piatte ma brillanti anni ‘4o.

E poi molte contaminazioni con materiali nuovi persino ossa e cemento, ispirazione young design come già da tempo si vede sul sito http://www.notjustalabel.com

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