Borse e logo si’ o no?!?

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La diatriba è consistente: nelle brose, secondo voi, il logo ci va sì o no?

Mi ricordo da piccolina la nonna che mi ammoniva, tutto ciò che è troppo logato non è chic, forse anche perchè era tutta un’altra storia e le prime texture logo sono apparse negli anni ’70, prima la “classe” di una borsa si doveva vedere unicamente dal pregio dei materiali e dalle fattezze.

Ora i tempi sono cambiati e di fronte al fiorire delle imitazioni, che pure a mio parere ha portato lustro e soldi alle griffe originali, si torna a uno stile più sottotono con borse Fendi a esempio che quest’anno riprendono il motivo a bande grigio chiaro e scuro vintage (fortunato chi ha le originali che sono molto più belle aghhhh) e punta su modelli poco logo e dai raffinati pellami.

In sintesi, secondo me il logoo va bene, se non è l’unica nota distintiva del nostro stile, ovvero se pensiamo basti avere una Gucci o Fendi e sfoggiarla ovunque e con ogni abbinamento e stile tanto va con tutto abbiamo sbagliato.

Sì a una borsa logata ogni  tanto, spazio marginale (come i grassi nella dieta) a loghi minori che non sono mai davero chic ma fanno “colore” e abbondanza (come le verdure) di pezzi personali, scelti solo da noi ai mercatini, aggiustati, inventati o di ottimi materiali. Naturalemente il vintage è di aiuto pezzi di Dior o Fendi anni ’70 non rientrano nello stile ordinario e sono veri e propri gioiellini da sfoggiare e conservare con cura!

 

Per approfondimenti c’è anche un mio articolo sul tema su Giornal.it:

http://giornal.it/pagine/articolo/articolo.asp?id=38090

#Coro e gli altri guida di valepiace ai gioielli vintage

Buongiorno a tutti! Oggi ho deciso di parlarvi dei gioielli vintage, tema molto caro ai mercatini fashion e dell’usato, ma che fino a ora non avevo mai affronatato.

La gamma di gioielli veri e non (anche se in teoria nei mercatini non si potrebbe vendere oro vero) è infinita, nel senso che a volte a fianco di vere e proprie cultrici del vintage trovate banchi di persone che vendono ciò che trovano in casa (ovviamente nei mercati non qualificati) e sanno poco conoscere le cose che hanno.

I prezzi e l’offerta sono quindi pressochè infiniti, lungo un continuum senza fine, per questo è importante saper conoscere i gioielli e le firme per acquistare bene.

Personalmente amo la bigiotteria americana dei primi ‘900 che oltre a essere molto pregiata ha fatto uno stile, marchi come Trifari, Coro e altri hanno proposte leghe meno preziose che le signore bene sfoggiavano senza sensi di colpa anche in piena crisi e che sono poi diventati fonte d’immensa ispirazione per vere gioiellerie.

Ispirata da un pezzo bellissimo che ho trovato sabato a Novi, ho deciso di parlarvi di Coro:

1901 – 1979 Il nome deriva dalla combinazione dei nomi dei fondatori Emanuel Cohn e Gerard Rosenberg. Coro era il più grande produttore di gioielleria “costume”, con una forza lavoro di oltre 2000 persone. Produssero gioielleria di tutte le fasce di prezzo, dalla più semplice fino ai pezzi più cari. La lavorazione è generalmente molto buona, ed alcuni dei loro progetti sono assolutamente sorprendenti. Molto noti per i loro “duettes”, che
funzionavano sia come spilla unica, che come due clips per abiti.  A me piacciono molto i bracciali alti e lavorati. Il prezzo di mercato è dai 50 (minimo minimo) ai 100 Euro circa per un bracciale, anche se poi molto dipende da modello, fattura.. se lo trovate a meno  prendetelo al volo!!!

Ogni pezzo deve avere la firma (di solito sulla chiusura del bracciale) e nel caso sia prodotto dopo gli anni ’60 avrà anche la “C” di commerciale. Ovviamente quelli più pregiati sono precedenti a tale data, anche se non è detto!

Buono shopping!!Coro braccialiCoro bracciale 2

Missoni Redwall vintage sempre ad Arteria Alessandria foto Elisabetta Chiappino

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Il mio shooting ad Arterìa continua con foto foto e foto. Ecco le nuove borsine che ho “conquistato” modelli unici e particolari: la prima è la Prada prima maniera, sì proprio una delle stilosissime borse create dalla maison.

Nella foto successiva Betta sfoggia la “prima” Gucci con tracolla in tessuto con il tipico motivo a banda colorata.

Infine un gioiellino Redwall anni ’80 carinissimo da sera, I love it! Ps anche il vestito della foto è un Missoni vintage anni ’80!

 

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Ancora Dior anni settanta..che passione per valepiace!

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Ancora Dior anni ’70 che passione, che belle queste foto di Elisabetta Chiappino con me allo specchio ha saputo rendere un fascino e una sensualità che certo non pensavo di avere!!

Dior trasmette il massimo dell’eleganza e dello chic secondo me, belle anche nella versione blu, in queste foto avevo tutte borse nell’altro classico colore bordeaux.

I modelli classici sono: bauletto, bello capiente, adatto a ogni uso o quasi, busta rigida o bustina (ahimè a quei tempi non c’erano cellulare e tante altre cose.. e le borse sono piccolissime)! Belle con il logo CD inciso nelle chiusure metalliche. Che ne dite quali abbinamente fareste?? Io ne ho in mente un migliaio?? E voi avete buste classiche Dior? Volete venderle, comprarle, scambiarle?? Contattatemi anche su FB: vale piace, vi aspetto!! Qui indossavo maglioncino nero morbido morbido, abitino sotto Denny Rose blu ( in tema, Dior fu il primo a lanciare l’accostamento nero e blu) e calze pesanti, personalmente trovo poche cose meno chic delle calze tinta carne trasparenti, ma questa è una mia idiosincrasia, che ne dite??

Borse di lucertola e divani, nuovi scatti vintage per valepiace

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Cosa c’e di meglio di un divano in stile cinquanta per ambientare foto e borse di quel periodo? Il divano è stato poi dipinto e rivestito in toni e colori raffinati grigio e rosso, grazie all’opera di relooking.

Le mie borse in questo caso erano di lucertola, abbinate al periodo: amo molto questi modelli perchè sono praticamente eterni, realizzati con arte manifatturiera appunto di altri tempi e quindi resistentissime, anche alle mode e infatti in molto negozi vintage e ai mercati dei Navigli superano di un bel pò i 100 Euro.

Molte le comprano da mettere da sera, in quanto nella loro semplicità e discrezione sfoggiano il loro materiale prezioso e rivelano charme. A me piacciono molto, invece, portare con disinvoltura, per esempio con jeans e camicia bianca o azzurra e magari mocassini. In questo shooting abbiamo cercato di stravolgere il loro charme bon ton e ambientarle in modo sexy, pur rispettando i tempi..ci sono riuscita?? Le borsette sono in vendita per le mie amiche o disponibili per..scambi! Vi aspetto 😀

Brunetto e il bauletto Dior

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20131018-082743.jpg In questi giorni sono andata a trovare la mia amica Sarà anche lei patita vintage per fare un punto sul nostro mondo e sulle collezioni e ho avuto una bellissima sorpresa. Vicino ai nostri tesori infatti è comparso Brunetto, amico, bambino a quattro zampe della mia amica!! E’ bellissimo e subito si è infilato in un pezzo Dior anni ’70 da super collezione. Bravo Brunetto anche lui è un grande estimatore vintage!!

Shooting n.2 borse vintage Dior e CB Bologna per valepiace

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‘Uno shooting fotografico n.2 che è diventato anche un breve video che da’ anche vita e visibilità alle opere dell’artista Elisabetta Chiappino (grazie per le foto )!!!

In un’atmosfera soft e ovattata con nuvole di gesso che compaiono e scompaiono, ho deciso d’indossare una capiente bag CB Bologna, in pelle stampata cocco, abbinata con stivaloni beige e neri, e una spritosa gonna Zara a piegoline marrone bruciato. Una borsa anni ’70 attuale e comodissimada usare anche oggi, da abbinare con look grintosi, ma anche sofisticati jeans o con un abbigliamento Lady Like anni ’70 per portarla con ironia.

Ho deciso poi di sfoggiare anche buste e bustine Dior, pezzo forte da “vera signora” e da vere vintage addicted.

Per rispettare questo stile le indosso allo specchio spiritosa e con rossetto red mentre leggo Vogue o in un gioco sofisticato di sguardi allo specchio. Spero vi piacciano le borse e le foto e se volete vederle, sono tutte in esposizione anche ai grandi mecatini a cui partecipi, come espositrice e/o visitatrice!!

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