La filosofia salverà il mondo..forse

Spesso mi sono interrogata sull’utilità concreta della filosofia, fin da quando al quarto anno di liceo scientifico me ne sono innamorata follemente.

Il terzo anno brancolavo nel buio in preda alle manie di un professore che non mi faceva capire nulla sigh sigh ma ci intortava continuamente con Kant prima che il programma lo prevedesse!

Il quarto anno è arrivata Lei: e mi ha aperto un mondo, a parte l’attenzione smisurata per Gadamer (da noi alunni ribattezzato Gadamer…da) e l’ermeneutica, che anni dopo avrei considerato non del tutto giustificato, lei la prof Bruno mi ha insegnato l’importanza del pensiero, della contestualizzazione delle idee, sebbene con un’importanza che ora giudicherei retorica sul “dubbio” alla Norberto Bobbio.

Mi ha insegnato ad amare Popper e a criticare  (in parte) la scienza, tanto che alcune posizioni teoriche di Popper stesso  e del mitico Kuhn che ha  parlato di “rivoluzioni scientifiche” me le ricordo perfettamente ancora ora che studio filosofia come seconda laurea all’Università e devo dare molteplici esami di filosofia della scienza, tanto che l’ho scelta come indirizzo di studio.

Già allora pensavo che la filosofia avrebbe salvato il mondo e il tentativo – per fortuna fallito – di bandirla da tutti i licei era per me un chiaro segno della sua utilità contro una cultura “massificata”.

Sono passati un po’ di anni e di esperienze di vita, sono tornata alla filosofia come si torna a se stessi comprendendo che per me era l’unico studio che valeva la pena di fare, l’unica laurea che volevo avere (anche se in realtà ne ho già una). E studia studia, leggi leggi, ho capito che la filosofia non salverà il mondo forse ma ci aiuterà a renderlo migliore, in quanto concentrarci non su chi ha ragione o torto, o sul valore di una affermazione, ma sulla bontà delle prove e delle argomentazioni che portiamo a favore, come già diceva Aristotele,  può esserci utile in tutti gli ambiti della vita, da quelli lavorativi, alla soluzione di problemi, fino ad arrivare ai grandi temi.

Soffermarsi sulle prove e sulle argomentazioni, smascherare gli assunti che vengono dati per scontati ma non lo sono, aiuta a scegliere posizioni e teorie non esatte ma più o meno buone di altre, a rifiutare forme di violenza di razzismo di retorica.. provare per credere.

E sebbene era un gran maschilista il caro Aristotele ci ha insegnato molto di tutto questo nel suo testo “Retorica” un libro che tanti comunicatori e così detti esperti di web marketing, social marketing ecc..ecc.. dovrebbero studiare a memoria anziché – io compresa-  perdere tempo con articoli di così detti guru autoreferenziali su come si fa comunicazione! Ecco a voi l’immagine di questo articolo, quindi!

Aristotele Retorica

Aristotele Retorica

Cosa mi ha insegnato una mega caduta sugli sci sulla vita e sul resto

Ho passato questo Capodanno in modo un po’ insolito, ovvero in ospedale dopo essermi rotta la tibia. Ebbene vi racconto un pò di cose che sono successe..partiamo dal pre: amo lo sci, mio padre faceva le gare e ci portava fin da piccoli, ma proprio per via di questo legame intenso e a volte ambiguo il mio rapporto con questo sport, che poi è il mio preferito, è sempre stato alterno e burrascoso.

Mentre mi stavo impanicando su una pista per la nebbia, ecc..ecc.. e vari pensieri e ricordi correlati, ho fatto un movimento strano e mi sono rotta, ebbene sì, la tibbia  fino al piatto tibiale, proprio il primo giorno delle mie vacanze di Natale!

Il fatto di esser caduta paradossalmente mi ha tolto un sacco di paure, come dire si cade ma poi si va..e a pensarci alla fine succede così in tante altre cose della vita. Sono stata ricoverata il 29 dicembre e il 30 sono stata operata.

Il giorno dopo l’operazione, piangendo per il dolore, ho giurato a me stessa che non avrei più sciato, ma, man mano che il dolore passava, iniziavo a pensarla diversamente, finché non sono arrivate le giornate di sole, rare ma presenti, anche in Val Padana.

Ebbene sì un giorno mi sono svegliata ancora con tutore e stampelle e neanche mi ricordavo cosa era successo, stavo per alzarmi e correre a rispondere al telefono. Adesso sto aspettando luglio 2014 quando mi sono ripromessa di sciare in estivo a Cervinia, la località dove mi sono fatta male, ma che amo e frequento fin da quando sono piccola.

Nel frattempo guardo la cicatrice e la considero non un segno negativo, ma un ricordo e un monito a osare sempre..tanto si cade comunque, ma poi ci si riprende, si va e via, e vi assicuro che la voglia di mettermi in gioco è tornata non solo nello sci, ma anche in altri ambiti della mia vita 🙂

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Come FB sceglie cosa farti vedere in Home e cosa sceglierà con il nuovo algoritmo!

Ed ecco che oggi ho deciso di parlarvi dell’altra mia passione, che poi è anche parte del mio lavoro, ovvero la comunicazione e  i social media.

Molti ci chiediamo se lavoriamo con altri, come dare visibilità ai post della nostra pagina e, dall’altra parte, ovvero da utenti vorremo sapere in base a cosa FB decide di rendere visibili  oppure no i post dei nostri amici nella “Home”.

Ebbene pochi di voi sapranno che la bacheca o meglio Home o meglio ancora “news feed” è stata introdotto in FB solo due anni dopo la sua fondazione ovvero nel 2006 e non è stata subito né compresa né apprezzata da tutti gli utenti, che non erano abituati a questo “bombardamento d’informazioni”, ma  erano invece soliti andare a visitare i singoli profili degli amici.

Figuriamoci la reazione, inizialmente choc con le pagine aziendali, che hanno portato ulteriore complicazione nell’algoritmo di scelta delle informazioni da far vedere in Home!

Il meccanismo, tuttavia, è rimasto oscuro e solo da poco Mark ha deciso di svelare in parte i meccanismi di questa funzione: non vi starò ad annoiare con tutte le caratteristiche attuali dell’algoritmo anche perché sta già per cambiare. Vi parlerò invece di alcune novità MOLTO rilevanti:

Uno studio su 460 milioni di “aggiornamenti di stato” ha permesso ai data scientist di FB di individuare le locuzioni più ricorrenti associate ai messaggi a elevata circolazione in poche parola i “meme” che molti utenti usano per aumentare la propria popolarità e quindi visibilità (in base all’algoritmo precedente). Esempio: clicca qui se anche tu ami gli animali, ecc.. (e via di seguito..)

Da “copia e incolla questo messaggio” a “usa questo messaggio come status”, passando per tutte le formule di incoraggiamento annesse come “fai like se…”. FB vuole incoraggiare i contenuti di qualità, incoraggiando invece le fonti  autorevoli come gli editori, anche allo scopo di incoraggiarli ad usare il social network .

Per quanto riguarda le persone e gli amici, FB avrebbe poi inserito un nuovo meccanismo per  verificare discussioni rilevanti e legami forti, ovvero per privilegiare la visibilità di argomenti e temi che dovrebbero interessarci davvero!

In sintesi non prendiamocela con l’algoritmo FB, ma muoviamoci verso la qualità seguendo lo slogan “Il web è morto” che affermò Wired non troppo tempo fa, dove indicava in realtà che era morto il web generalistico, a scapito della qualità, curando le reti sociali e nel caso delle pagine, cercando di produrre contenuti di qualità, condivisibili in modo spontaneo dagli utenti.

Insomma, come sempre nella comunicazione, le scorciatoie non pagano e anzi spesso penalizzano!FB algoritmo valepiace

Borse Dior I love

Come sapete sono una grande appassionata di vintage, ma oggi volevo parlarvi di un tipo di borsa e di uno stilista che amo particolarmente:

Dior.

Come sapete e come molti stilisti è stato un rivoluzionario: ha rifiutato il dictat paterno di diventare lui stesso un industriale come lui; e ha fatto bene visto che l’azienda di famiglia poi è fallita. Ha rivoluzionato la moda anni ’40 con un’idea nuova donna e proposto, cosa per cui gli sono eternamente grata, accostamenti arditi: come il verde e nero, blu e nero, marrone  e nero che trovo super chic e che puntualmente ritornano, un pò come il rosso-rosa caro a YSL!

Ma le sue idee non sono state prive di ripercussioni sulla società di allora, come il fatto di creare abiti ricchi di volumi, che ha contribuito a risollevare  e non poco l’economia cotoniera del periodo.

Infine Dior per primo ha proposto l’abbinamento borse, scarpe, vestiti e persino smalto venduti assieme. Non peraltro il celebre slogan del rossetto: “almeno le vostre labbra potranno vestire Dior” deriva dalla sua miason!

E qui veniamo al punto: solitamente odio i loghi, unica borsa logo che ho è una Gucci nera molto grande che mi ha regalato mia mamma e che ha una storia tutta particolare che non vi svelerò qui e ora.

Tuttavia devo dire che le borse Dior vintage sono le uniche che trovo chic, perchè così particolari da essere loro un reperto un pezzo “da novanta” del look. Mi piace il bauletto marrone e mi piacciono le pochette, forse per questo ho subito cercato di procurarmeli dalla mi amica Sara, speriamo non li chieda mai indietro! :-))) nella foto: anche Brunetto loves Dior :-))

 

 

 

 

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Armi acciaio e malattie: ecco perché amo la filosofia e la studio

Molti di voi mi hanno chiesto perché studio filosofia come seconda laurea compresi i miei professori.

Ipotesi più accreditate: 

– non sai cosa fare da grande

– ti piace farti seghe e paranoie mentali

-devi impiegare il tempo visto che hai una gamba rotta

 

Posto che tutte e tre le motivazioni di cui sopra sono vere, vi dico la verità: una volta che avrò’ ottenuto la mia seconda laurea credo non dirò più a nessuno, tranne per motivi strettamente personali, che sono una psicologa.

Questo perché nessuno secondo me può negare la superiorità della filosofia, che tutte le racchiude e tutte le critica, alle altre discipline. Vuoi mettere conoscere la storiella del tacchino induttivista citata da Popper che scardina la prevedibilità del nostro mondo, facendoci capire che un evento imprevisto potrebbe distruggere di punto in bianco tutto quello che siamo e sappiamo a dispetto dei nostri progressi scientifici basati sull’induzione???

O volete mettere capire che nel Medioevo la gente si sposava fuori dalla Chiesa con “contratto civile” a dispetto di tutto quelloc he ci vogliono far credere della sacralità e ineluttabilità del matrimonio.

Ultimamente poi ho letto il libro citato in titolo di Jared Diamond (Einaudi) a dir la verità per antropologia.

Mentre preparavo l’esame ho raccontato il libro a chiunque con il risultato che ora ho la lista di prenotazioni per leggerlo o per comprarlo, in poche parole spiega come mai gli occidentali, cioè noi, sono riusciti a dominare il mondo. Non vi svelo l’arcano che comunque ovviamente si trova su Wikipedia, ma vi dirò che il libro mi ha cambiato in parte la vita e che se non avessi deciso di studiare filosofia non l’avrei mai letto.

Insomma il mio personalissimo parere la filosofia oggi gode di poca o limitata fama in quanto solleva questioni su cui sarebbe molto meglio non riflettere per avere un vita psicologica, affettiva ecc serena, ma tra queste questioni ci sono anche le nostre quelle che a volte ci procuriamo da soli sia come umanità sia come singoli, insomma, tutto sommato amo la filosofia perchè credo ancora al detto: 

” Se li conosci li eviti” armi, razzismi, pregiudizi, autoinganni e chi più ne ha più ne metta!!

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