Genova io ti adoro: ecco cosa mi hai insegnato (tanto)

Genova io ti adoro, sei la città dove ho conseguito la seconda laurea, spronata da mia madre che già qui si era laureata negli straordinari cortili e giardini di Via Balbi.

E’ qui che ho conosciuto Nicla Vassallo e Marcello Frixione che mi hanno permesso e aiutato a laurearmi in filosofia con il massimo dei voti e la lode.

Adoro la chiesa di San Lorenzo, le mostre a Palazzo Ducale, di cui una, quella di Schiele  è stata davvero importante per me.

Adoro i vicoli e Palazzo San Giorgio e l’atmosfera dal melting plot di Caricamento, la sera al tramonto non c’è niente di meglio che prendere l’aperitivo al Porto Antico.

Infine, una fashion victim come me, certo non poteva ignorare anche i negozi, ma lo sai, le grandi marche ecc, le compro e spesso le guardo soltanto ovunque, a me piace l’eleganza discreta di Pescetto, anche nello spazio vintage Elite, che mi ricorda, all’interno, il vecchio negozio di stoffe di mio nonno, che non a caso era proprio genovese.

E mi piace anche Ghiglino, negozio, più adatto ai giovani, con anche pezzi convenienti a fianco ad altri costosissimi sempre con l’occhio puntato alla qualità.

Una volta ho sentito questa frase: “Le donne di Milano vestono per fare invidia alle altre donne, quelle di Roma e del sud per piacere agli uomini” ebbene le donne e gli uomini di Genova nella loro esagerata semplicità si vestono solo per piacere a se stessi.

E così voglio essere io, forte della mia laurea in filosofia tanto desiderata, proprio tu, Genova mi hai insegnato a piacere soprattutto a me stessa.

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Ecco perché laurearmi in filosofia mi ha reso una persona migliore e mi ha permesso di capire gli altri

Giovedì 26 marzo mi sono laureata per la seconda volta, in filosofia.

Sono partita senza troppo sperarci e, infatti, alcuni mesi, se non anni di stop ci sono stati.

Poi, una rovinosa caduta dagli sci, a Capodanno 2013, mi ha dato l’input e anche il tempo (!) per riprendere in mano questo sogno e ricominciare a studiare. Senza troppa convinzione ho iniziato a dare un esame dopo l’altro, finché non mi sono trovata alla tesi e un’emozione fortissima mi ha preso.

Pensavo fosse uni sfizio e, invece, essere riuscita a laurearmi tra mille difficoltà: gamba rotta, lavoro, neo convivenza, mi ha cambiato completamente: mi ha reso una persona più sicura di sé e di certo anche più completa.

Tutto ciò mi ha fatto anche molto riflettere sulle persone e sulle difficoltà della vita che a volte ci creiamo da soli. Nel mio percorso, infatti, ho sentito troppe persone dire: “avrei voluto un sacco laurearmi, ma: i miei non mi hanno aiutato, avevo i bambini piccoli, dovevo lavorare, non avevo tempo, non ci capivo niente..”. E chi più ne ha più ne metta, la fila delle scuse non ha davvero mai fine.

Ebbene, vi dirò una cosa: l’università italiana è spettacolare anche per questo: non serve fortuna (o meglio ne serve, poca secondo me) non servono particolari doti, ma la volontà quella sì, serve un sacco. La volontà di andare dietro a professori, materie ed esami, quella, almeno, è davvero necessaria.

Ho incontrato persone ripetere un esame sette volte prima di riuscire a passarlo, altre provare ogni escamotage per farsi simpatica una prof, ne ho visti altri ancori fare tre lavori per mantenersi agli studi. Una sola volta sono stata bocciata quando studiavo psicologia, e giustamente, non avevo capito una mazza della materia “analisi dei dati”, i miei si stavano separando, ecc.. e allora un mitico professore e opinionista mi disse: “se fosse un’altra un 25 glielo tirerei dietro, ma così no, con il suo libretto no, torni e si faccia dare trenta”.
E così è stato.

Insomma non credo che tutto sia facile, che serva la filosofia new age del volere è potere, ma credo che la volontà conta e soprattutto che quando ci creiamo delle scuse ad hoc come tutti facciamo, in realtà ci facciamo del male, perché è come se dicessimo a noi stessi che in realtà non ce la potremmo mai fare!

Auguro allora a tutti, di realizzare almeno una volta un sogno come il mio, come una laurea in filosofia, inutile forse, come mi hanno detto in molti, ma capace di sondare la forza e la potenza dei desideri e rendermi quindi una persona migliore.

 

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Le borse Dior che non possono mancare nella wish list di una patita vintage

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Buongiorno a tutte!

Come sapete sono un’appassionata di vintage e, di questi tempi credo non indosserei una borsa nuova e modaiola neppure sotto tortura, anche se poi ci sono le eccezioni, si sa!

In questo post vi elenco le borse vintage di Dior, che considero top, scusate se le foto non sono un granché, in quanto le ho scaricate dall’ufficio, a breve giuro che ne farò di mie!

Amo particolarmente il bauletto di Dior, specie blu, che uso anche come piccola valigia-sacca per i weekend e le gite di pochi giorni, sempre di Dior mi piace molto il modello che ho caricato in foto, anche se a dire il vero mi piace di più in accostamenti di colori particolari, con pelle liscia e no logo, a esempio verde e giallo, con il viola.. anche se in realtà non sono mai riuscita a comprarmi questo modello, ma spero nel futuro! 🙂
Infine, in questo periodo amo anche la “Sella” o Saddle che è al limite del vintage essendo una borsa anni ’90, ma che non viene più prodotta e quindi sta acquistando valore nel settore dei mercatini e dell’usato e che amo nella versione liscia e nera, ma anche in quella più “vissuta” Gaucho, mentre in questo caso, non mi piace molto logata, in quanto reputo il logo un elemento tipico degli anni ’70 e sulle borse attuali non mi piace molto.

Non amo particolarmente la Lady Dior, a esempio,  che secondo me ha meno personalità e un charm enorme con la D che non mi sembra chich, ma questi sono gusti personali.

E voi, cosa ne pensate, amate Dior vintage? Quali modelli preferite?? Fatemi sapere!

La mia gita a TASTE 2015

Questo weekend sono  stata a Taste 2015, l’evento che ogni anno, ormai da un decennio, raggruppa espositori di cibo di qualità e foodies, ovvero appassionati di questo mondo, nella mitica cornice della stazione Leopolda di Firenze.

E’ vero,  ho partecipato a questo evento per lavoro, ma questo non mi ha impedito di divertirmi un sacco e ora vi racconto tutto ciò che ho visto e letteralmente “assaporato”:

Innanzitutto la location: la stazione Leopolda di Firenze è davvero bellissima e ricorda vagamente il Museo d’Orsay, uno dei miei preferiti, realizzato anche esso, infatti, in una vecchia stazione.

Il cibo spettacolare, tutto di alta qualità e non sempre caro come pensavo, soprattutto se si crede che dietro a tanti prodotti c’è una storia artigiana di qualità di cui ho avuto la fortuna di vedere volti, sentire storie e insomma toccare veramente con mano la passione e la cura che queste persone mettono nel loro lavoro.

Vi dico anche cosa ho acquistato alla fin fine:

Una boccettina d’olio pugliese (di design) e qui bisogna dire che io amo i sapori forti del sud, tipo appunto quelli della Puglia, mentre invece, ironia della sorte, il mio ragazzo che è del sud, mi critica sempre per questa scelta e adora il delicatissimo l’olio ligure. In ogni caso quello che ho scelto è piaciuto tantissimo anche a lui proprio per le particolarissime note fruttate. E’ di Di Frantoio Muraglia.

Ho assaggiato poi una grappa al moscato spettacolare: Stefania e Giancarlo mandano avanti vicino ad Asti la più piccola distilleria d’Italia, producendo solo grappe naturali e fruttate senza zuccheri aggiunti, nemmeno quelli consentiti di legge. Si chiama Distilleria Sancarlo e, come ho detto,  è in provincia di Asti.

Ho assaporato poi una pasta di nocciole 100% con essicazione naturale, prodotta nell’Alta Langa, che sarebbe solo a uso pasticceria e ristorazione, ma che io avevo voglia di mangiare a cucchiaiate! In più è proveniente da una filiera, realizzata con l’aiuto del GAL (Gruppo di Azione Locale) della zona  da tre giovani, Marco, Marco e Giorgio, si chiama Terra della Nocciola.

Infine, non poteva mancare il mio dolce preferito: il fantastico IlNocciolotto, bacio morbido nocciola con farcitura di confettura lampone extra, che adoro e che realizza il nostro amico Mauro di San Salvatore Monferrato .. slurp

Per info: Amaretti Mauro

Nelle foto: la borsa di TASTE, subito diventata oggetto del desiderio

Mauro Allemanni con i suoi prodotti, tra i miei preferiti senza dubbio IlNocciolotto,

Stefania della Distilleria Sancarlo e l’olio del Frantoio Muraglia, in una delle (tante) loro bottigliette di design.

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